Tifo Civile

TIFO CIVILE

CHI SIAMO

L’A.P.I.C – Associazione di Psicologia Integrata e Complementare- è un’associazione a carattere scientifico/culturale senza scopo di lucro con finalità di ricerca e studio in ambito psicosociale e nello sviluppo di nuove prospettive formative.

L’idea fondante dell’A.P.I.C. suggerisce un’integrazione e una complementarietà tra due approcci teorici, diversi ma epistemologicamente sovrapponibili in molti punti, quali la Psicologia Individuale Comparata di Alfred Adler e l’impianto teorico di Milton H. Erickson (Ipnosi Ericksoniana e NeoEricksoniana).

A.P.I.C. , consapevole della sempre più forte responsabilità sociale di cui è investita la Psicologia che considera una forma altamente competente di solidarietà, si propone di agire per avvicinare questa disciplina ai bisogni dei professionisti che operano in ogni settore (giuridico, legale, sociale, sanitario, culturale ecc.) nella ricerca di collaborazione ai bisogni dell’individuo, della famiglia, dei gruppi e delle organizzazioni, assumendoli come centro del proprio interesse scientifico e umanistico, conferendo così all’azione scientifica apertura dialettica e interdisciplinare ricercando la collaborazione di ogni professionista che operi nell’interesse dell’Uomo e della sua natura sociale.

A.P.I.C s’impegna soprattutto nella promozione di una “cultura del positivo” e del BenEssere, finalizzata allo sviluppo della prosocialità.

Attraverso un concreto sviluppo collaborativo, A.P.I.C favorisce percorsi di prevenzione del disagio psichico su ampia scala, consapevole che una psicologia applicata solo alla fase di cura può divenire funzionale solo a se stessa. E’ quindi interesse di A.P.I.C. immettere nel contesto dialettico riflessioni su originali esperienze applicative, cliniche e psicosociali che i membri dell’Associazione e gli studiosi, afferenti anche ad altri modelli psicologici o ad altre aree disciplinari, realizzano o intendono realizzare in un’ottica d’integrazione e complementarietà.

A.P.I.C. costituisce un sistematico programma di lavoro scientifico di ricerca teorica e applicativa attraverso l’attivazione di un dialogo con studiosi, operatori, enti e istituzioni attivi a livello nazionale e internazionale. A coloro che si associano, oltre che a tutti i soggetti interessati, sono rivolte iniziative seminariali, convegnistiche e di formazione, finalizzate a realizzare condizioni d’integrazione e complementarietà del BenEssere Individuale e della Collettività.

Sede legale: Pavia, via Volta 18

Contatti:

telefono 0382 34482 – 346 9471958

fax 0385 245187

e-mail info@apic.pv.it

RESPONSABILI DEL PROGETTO

  • Supervisore tecnico : Molina dr. Angela Francesca, medico – chirurgo, specialista in psicologia medica, psicoterapeuta, analista adleriano, Presidente A.P.I.C
  •  Referente: Garofalo dr. Maddalena, psicologa, master in psicologia dello sport, allenatrice, socia A.P.I.C.
  • Advisor: Cremonesi Luciano, delegato provinciale CONI Pavia

INTRODUZIONE

La partecipazione ad uno sport oltre che stimolare una scelta di vita sana e rispettosa del

proprio corpo è elemento di crescita psichica, di definizione e strutturazione della

personalità individuale.

L’equilibrio tra il raggiungimento della stima di Sé

e le condizioni prosociali è infatti “barometro di

normalità psichica” ( Alfred Adler, 1930 ).

La capacità di sostenere i propri desideri, ideali,

aspirazioni nel rispetto dei rapporti sociali e nel

riconoscimento del valore comunitario, permette non solo il ben noto mens sana in

corpore sano ma trasforma il singolo in parte attiva della società in cui vive.

Obiettivo del progetto è trasmettere alle figure genitoriali il valore e la portata di queste

istanze, consentendo una corretta partecipazione all’attività sportiva del figlio.

Il nostro vuole essere un tentativo di risposta ai

molti episodi di scorrettezza, alcuni molto gravi,

che si sono più volte verificati sui campi di gioco

e che spesso i ragazzi hanno solamente subìto

per cattiva gestione relazionale degli adulti.

OBIETTIVO GENERALE

Considerando la partecipazione ad uno sport

anche elemento di crescita psichica, di

definizione e strutturazione della personalità del soggetto, obiettivo generale del progetto è trasmettere alle figure genitoriali il valore e la portata della loro corretta partecipazione all’attività sportiva, agonistica e non, del figlio.

OBIETTIVI SPECIFICI

Ottenere il coinvolgimento di atleti e genitori alla definizione del decalogo del Fair play

nel rispetto della Carta dei Diritti del ragazzo nello sport.

  • Decalogo del Fair play:

1.Fare di ogni incontro sportivo, indipendentemente dalla posta e dall’importanza

della competizione, un momento privilegiato, di incontro e relazione;

2. Conformarmi alle regole e allo spirito dello sport praticato;

3. Rispettare i miei avversari come me stesso;

4. Accettare le decisioni degli arbitri o dei giudici sportivi sapendo che, come me,

hanno diritto all’errore, ma fanno tutto il possibile per non commetterlo;

5. Evitare le cattiverie e le aggressioni nei miei atti, nelle mie parole e nei mie scritti;

6. Non usare artefici o inganni per ottenere il successo;

7. Rimanere degno della vittoria, così come della sconfitta;

8. Aiutare chiunque con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione;

9. Portare aiuto a ogni sportivo ferito o la cui vita sia in pericolo;

10. Essere un vero ambasciatore dello sport, aiutando a far rispettare intorno a me i principi suddetti.

  •  Carta dei diritti del ragazzo nello sport:

diritto di divertirsi e giocare, diritto di fare sport, diritto di beneficiare di un ambiente sano, diritto ad essere trattato con dignità, diritto ad essere circondato e allenato da persone competenti, diritto di seguire allenamenti adeguati ai suoi ritmi e di avere i giusti tempi di riposo, diritto di misurarsi con giovani che abbiano le

medesime probabilità di successo, diritto di partecipare a competizioni adatte alla

sua età, diritto di praticare il suo sport in assoluta sicurezza, diritto di non essere un campione.

Tematiche affrontate:

  •  Cos’è il tifo? 
  • Tifoso vs ultrà
  • Tifare “pro” e non “contro”
  • Tifo e razzismo
  • Tifo corretto e creativo
  • Rispettare l’allenatore e le sue scelte
  • Rispettare l’arbitro
  • Rispettare la tifoseria avversaria
  • Rispettare i giocatori, anche avversari
  • Rispettare le strutture e le attrezzature sportive
  • Non introdurre oggetti contundenti o che possano creare pregiudizio alle altre persone
  • Imparare a perdere
  • Come i genitori vedono il figlio-atleta
  • Come i bambini vedono i genitori-tifosi

DESTINATARI

I genitori dei bambini/ragazzi che praticano sport a livello agonistico e non nella Provincia

di Pavia, nella Provincia di Lodi, nella Provincia di Monza – Brianza.

  • Bambini /ragazzi che praticano sport in Pavia, Lodi, Monza – Brianza
  • Allenatori

OPERATORI

Psicologi

STRUMENTI

  • Una stanza con sedie e spazio necessario per effettuare il circle ( sistemazione in cerchio )
  • Un computer con un video proiettore
  • Fogli e penne

IMPEGNO ORARIO E DURATA

Il progetto riguarderà l’anno scolastico – sportivo 2013/2014 per una durata complessiva

di 10 mesi.

Verrà effettuato un incontro serale di 2 ore ogni mese.

METODOLOGIA

Il progetto verrà presentato in un primo incontro a tutti gli interessati: genitori, allenatori,

atleti.

Successivamente verrà chiesto ai genitori di compilare un questionario a scelta multipla

che permetterà di capire come vedono il loro figlio/atleta e agli atleti di capire come

vedono i propri genitori/tifosi.

In seguito ai risultati ottenuti nei questionari si deciderà come strutturare gli incontri

successivi e a quali aspetti dare più valenza. Gli incontri successivi saranno dedicati ai genitori. La “classe” verrà disposta a cerchio in

modo da permettere uno scambio alla pari.

Sono inoltre previste delle osservazioni da parte dello psicologo direttamente sul campo

durante l’attività sportiva per valutare la situazione e verificare i cambiamenti.

Alla fine del progetto verranno nuovamente chiamati a partecipare anche gli atleti.

Si ritiene possibile in parallelo, in caso di richiesta specifica, strutturare una serie di incontri

anche per gli allenatori .

Esemplificazioni e tracce di incontri.

1° incontro ( genitori, allenatori e ragazzi ): 

  • A tutti i partecipanti viene richiesto di disporre le sedie a cerchio per permettere condizioni di scambio più facili ed alla pari.
  • Presentazione e conoscenza del gruppo.
  • Presentazione progetto.
  • Presentazione – spiegazione dei questionari “ figlio- atleta” e “ genitore – tifoso ”
  • Compilazione dei questionari
  • Domande e chiarimenti.
  • Chiusura.

2° incontro ( genitori ):

  • Presentazione e discussione dei risultati dei questionari. Cosa si aspettavano e cosa hanno ottenuto dai questionari dei figli.
  • Discussione sulle eventuali discrepanze tra risultati attesi e risultati ottenuti.
  • Capire e decidere assieme quali sono gli aspetti del loro modo di essere tifosi che vanno corretti.
  • Chiusura

3° incontro ( genitori ):

  • Cos’è il Fair Play ?
  • Presentazione, spiegazione, discussione delle regole del Fair Play e della Carta dei Diritti del ragazzo nello sport.
  • Supporto di filmati sportivi ed antisportivi.
  • Chiusura

Si susseguono incontri su tematiche specifiche, concordate con il gruppo.

VALUTAZIONE

  • Numero di partecipanti agli incontri
  • Feedback
  • Cambiamento del comportamento a bordo campo
  • Diminuzione episodi negativi
  • Incontro di restituzione con i partecipanti